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Al Centro Attività Ricreative si conclude il progetto del Calasanzio dedicato all’invecchiamento attivo: un percorso tra educazione alimentare, memoria, cucina e socialità.

Un piatto di legumi può raccontare molto: la storia di una famiglia, il lavoro nei campi, i pranzi condivisi, le ricette tramandate e i giochi di un tempo. Da questa idea è nato “Legumi: storie, giochi e ricette”, il progetto promosso da Calasanzio Cultura e Formazione Cooperativa Sociale ETS per valorizzare le persone anziane, favorire la partecipazione e creare occasioni di incontro attraverso un elemento familiare della tradizione salentina. Il percorso si concluderà il 23 ottobre con un evento finale presso il Centro Attività Ricreative di Campi Salentina: un momento per ritrovarsi e condividere con la comunità il significato dell’esperienza.

I legumi, un filo che unisce salute e memoria

Al centro del progetto ci sono stati i legumi, non soltanto come ingredienti della cucina di casa, ma come punto di incontro tra educazione alimentare e patrimonio di esperienze. Fave, ceci e fagioli hanno offerto lo spunto per parlare di alimentazione e abitudini quotidiane, recuperare ricette e far emergere ricordi legati alla vita familiare e al lavoro della terra.

Il percorso ha intrecciato incontri, laboratori di cucina, racconti, giochi e occasioni di movimento e relazione. Un approccio che ha affiancato alla conoscenza il fare insieme, mettendo al centro il coinvolgimento delle persone e il valore delle loro competenze.

È questo il senso dell’invecchiamento attivo che ha guidato l’iniziativa: riconoscere le persone anziane come protagoniste della vita della comunità, portatrici di saperi da condividere e capaci di continuare a imparare, partecipare e costruire relazioni.

Dalle ricette ai racconti: una comunità che si ritrova

La cucina è diventata uno spazio di incontro tra gesti conosciuti e nuove occasioni di collaborazione. Piatti come fave nette e cicorie, ciciri e tria, cozze nere e fagioli trovano posto nella pubblicazione del progetto accanto ai racconti e alle immagini del percorso: non un semplice ricettario, ma una raccolta in cui il cibo restituisce anche il contesto umano e familiare da cui proviene.

Le memorie raccolte riportano alle corti, ai giochi per strada, alle giornate in campagna e alle tavole attorno alle quali si condividevano fatica, affetti e quotidianità. Ricordi che conservano la durezza di alcune esperienze, ma anche il calore dei rapporti e il senso di appartenenza. Dar loro spazio significa riconoscere valore alle storie personali e renderle parte di un patrimonio comune.

Anche il gioco ha trovato posto in questo intreccio. La tombola con i fagioli usati come segnapunti richiama un gesto semplice e familiare, nel quale ciò che conta non è soltanto vincere, ma sedersi allo stesso tavolo, ascoltarsi e stare insieme.

Una pubblicazione per custodire l’esperienza

A raccogliere i contenuti del percorso è l’opuscolo “Legumi: storie, giochi e ricette. Tradizione, salute e comunità in un piatto”, che affianca approfondimenti sull’alimentazione, ricette salentine, racconti, giochi e un album fotografico delle attività. Una traccia da conservare e condividere, perché l’esperienza possa continuare a vivere anche oltre la conclusione del progetto.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle progettualità per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute, richiamando il ruolo di AReSS e della Regione Puglia nella promozione del benessere e della partecipazione delle persone anziane.

Il 23 ottobre, un momento da condividere

L’appuntamento conclusivo del 23 ottobre, presso il Centro Attività Ricreative di Campi Salentina, sarà l’occasione per restituire alla comunità il percorso e ritrovare il filo che ne ha unito le diverse attività: il desiderio di fare delle tradizioni un’occasione di incontro nel presente.

“Legumi: storie, giochi e ricette” consegna così un messaggio semplice: fare comunità significa anche riconoscere il valore di una ricetta, trovare il tempo per ascoltare un ricordo e creare spazi nei quali ciascuno possa sentirsi partecipe. Per il Calasanzio, è questo il legame tra educazione, cura delle relazioni e valorizzazione delle persone che ha accompagnato il progetto.

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